Il progetto
Il Fondo Biodiversità e Foreste apre una nuova raccolta fondi per acquistare e proteggere 5 ettari di bosco confinanti con l’Oasi naturale Carmela Cortini, nel territorio di Valzo di Valle Castellana (Teramo).
L’obiettivo è semplice ma ambizioso: lasciare quest’area all’evoluzione naturale, senza tagli e senza disturbi, affinché alberi, acqua e fauna possano svilupparsi secondo le dinamiche spontanee dell’ecosistema.
L’acquisto permetterà di ampliare idealmente l’area protetta dell’Oasi, creando una superficie forestale più estesa e continua. Anche se le proprietà saranno gestite da soggetti diversi, la natura non conosce confini: flora e fauna potranno beneficiare di uno spazio più grande e meno frammentato.
L’Oasi Carmela Cortini
L’Oasi naturale Carmela Cortini è stata fondata nel 2008 dal professor Franco Pedrotti, uno dei più importanti botanici italiani.
Pedrotti acquistò circa 32 ettari di territorio nella frazione di Valzo di Valle Castellana e li dedicò alla memoria della moglie Carmela Cortini, docente di botanica ed esperta naturalista. I due hanno condiviso per tutta la vita una grande passione per la natura e l’hanno trasmessa a generazioni di studenti presso le università di Trento e Camerino.
Successivamente l’area è stata donata perlopiù al FAI – Fondo Ambiente Italiano, con l’obiettivo di preservarla per sempre. Una porzione invece è stata donata a un suo ex allievo che ne sta portando avanti i principi di gestione e di studio.
Sulla facciata della casa ristrutturata del professor Pedrotti è stata installata una targa con il motto:
“Nihil sine silva” – “Niente senza il bosco”. Che è il motto che il Prof Pedrotti ha scelto per identificare il bosco protetto.
Questa frase riassume perfettamente la filosofia dell’Oasi: acquistare un bosco per lasciarlo crescere liberamente, restituendo spazio alla natura e condividendo questo patrimonio con le generazioni future.


Un’area strategica per la natura
Il bosco si trova all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, una delle aree naturalistiche più importanti dell’Appennino.
Ampliare l’Oasi significherebbe creare una superficie forestale più ampia e continua, capace di ridurre la frammentazione del paesaggio, offrire rifugio alla fauna selvatica, rafforzare i corridoi ecologici del parco, favorire lo sviluppo di una foresta matura nel lungo periodo.
Gli ecosistemi forestali funzionano meglio quando hanno spazi estesi e poco disturbati. Più grande è l’area protetta, maggiore è la capacità del sistema naturale di adattarsi ai cambiamenti climatici e agli impatti umani.
Il bosco e la sua biodiversità
Il bosco di Valzo si estende sulle pendici del Monte Capitone (1007 m) ed è caratterizzato da una grande ricchezza di specie vegetali.
La specie dominante è la roverella (Quercus pubescens), accompagnata da altre essenze forestali come carpino nero (Ostrya carpinifolia), cerro e carpino orientale.
Salendo verso le quote più alte del Monte Capitone compare anche il faggio (Fagus sylvatica), mentre sulle cenge rocciose – localmente chiamate balzi – cresce il leccio (Quercus ilex), favorito dall’esposizione a sud.
Lungo il ruscello che nasce da una sorgente interna al bosco è presente il salice bianco (Salix alba), specie tipica degli ambienti umidi.
Accanto alle specie principali si trovano molte altre essenze forestali: ciliegio, acero opalo, acero di monte, acero campestre, olmo campestre, sorbo domestico e ciavardello, oltre a piccoli castagni in rigenerazione naturale.
Anche il sottobosco è ricco e diversificato. Sono presenti: Prunus spinosa, diverse specie di ginepro (Juniperus deltoides, oxycedrus e communis), erica arborea.
Particolarmente significativa è la presenza della felce aquilina, indicatrice di un’elevata potenzialità forestale, e di alcune orchidee di bosco saprofite, segnale dell’avvio di un processo verso la maturità ecologica.
Attualmente il bosco è allo stato di ceduo, ma dal 2008 è sottoposto a protezione integrale. L’obiettivo è accompagnarlo nel tempo verso la trasformazione in una foresta di alto fusto, composta da grandi alberi che completano l’intero ciclo vitale nel luogo in cui crescono.
Con il passare dei decenni questo ambiente potrà assumere sempre più l’aspetto di una foresta vetusta, una tipologia oggi rarissima in Italia.


Perché proteggere i boschi oggi
Negli ultimi decenni la superficie forestale italiana è cresciuta, ma gran parte dei boschi è molto giovane e lontana dalla struttura di una foresta matura.
Allo stesso tempo, l’aumento del prezzo del legname e gli incentivi alle biomasse forestali stanno portando a un aumento dei tagli, anche in aree ecologicamente preziose.
Proteggere i boschi esistenti è oggi una priorità: un ecosistema forestale maturo offre benefici ambientali – biodiversità, assorbimento di carbonio, stabilità dei suoli, regolazione dell’acqua – che giovani piantagioni non possono garantire.
Il rewilding
Il progetto si ispira ai principi del rewilding, un approccio che consiste nel lasciare alla natura la possibilità di riprendere i propri processi spontanei.
Significa permettere al bosco di invecchiare naturalmente, aumentare la biodiversità, accumulare biomassa, sviluppare una struttura complessa.
Le foreste mature sono infatti più capaci di assorbire carbonio, trattenere acqua, stabilizzare i versanti e ospitare una maggiore varietà di specie.

Progetti educativi e scientifici
L’ampliamento dell’Oasi permetterebbe anche di sviluppare attività didattiche e divulgative, continuando l’opera educativa avviata dal professor Pedrotti e da Carmela Cortini.
L’area potrebbe diventare un luogo di riferimento per studi botanici ed ecologici, attività universitarie ed iniziative di educazione ambientale.
Il Fondo Biodiversità e Foreste
Il Fondo Biodiversità e Foreste nasce nel 2021 dall’iniziativa di attivisti e studiosi che hanno scelto di difendere concretamente il patrimonio forestale italiano. Non a parole, ma con fatti: acquistare boschi, lasciarli alla natura e sottrarli per sempre allo sfruttamento.
Le nostre principali azioni:
- Bosco di Corniolino (24 ha) — primo acquisto, ceduo invecchiato non tagliato da 40 anni, confinante con il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.
- Bosco di Cortina Vecchia (16 ha) — bosco misto su ex pascolo, con carpino nero, cerro, frassino e faggio, confinante con boschi demaniali.
- Donazione in corso: Badia Prataglia (8 ha) — bosco di cerro, acero, orniello e abeti, all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.
- Crowdfunding in corso: Acquisto di 50 ha di bosco maturo ad Apecchio (PU), confinanti con altri 30 ettari di bosco già protetto Il nostro statuto garantisce trasparenza, correttezza e utilizzo dei fondi unicamente a scopo conservativo.
Come funziona la raccolta fondi
L’obiettivo della campagna è raccogliere la somma necessaria per acquistare i 5 ettari di bosco confinanti con l’Oasi.
Se i fondi raccolti supereranno la cifra necessaria, le eccedenze saranno utilizzate – come previsto dallo statuto – per acquistare altri boschi da destinare alla conservazione.
Nel caso non venisse raggiunto l’importo totale, sarà acquistata una parte della proprietà, suddivisa in diverse particelle catastali.
Come donare
È possibile contribuire tramite bonifico bancario al conto del Fondo Biodiversità e Foreste
(scrivere “biodiversità” senza accento).
Banca: Monte dei Paschi di Siena
IBAN: IT15F0103034070000001841057
Causale: Donazione Bosco di Valzo
Spargi la voce
Aiutaci a far conoscere questo progetto.
Più persone lo scoprono, più velocemente potremo proteggere questi 5 ettari di bosco per sempre, onorando l’opera di Carmela Cortini e del professor Franco Pedrotti.
Contatti
Daniele Zavalloni
Segretario – Fondo Biodiversità e Foreste
segreteria@fondobiodiversita.it




